Fragilità – Francesco Vitellini – Frailty, thy name is Hamlet

La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo quale fosse il nuovo tema bisettimanale è stato il celebre “Frailty, thy name is woman”, l’amara riflessione di Amleto su sua madre.
Gertrude, attraverso quel pensiero, incarna per suo figlio tutto il genere femminile, reo di essere incostante e dalla memoria corta, in una parola: fragile.
Ma, a ben considerare, Amleto qui parla a torto, e, secondo me, lo fa solo perché la morte dell’amato padre pesa ancora fresca sull’anima e il matrimonio della madre è visto come un tradimento nei confronti del defunto.

Provate a pensare alla situazione. Il Re è morto e la Regina, vedova, si ritrova in una corte in subbuglio. Si sentiva a rischio anche lei? Io credo di sì. E cosa può fare una donna che rappresenta un collegamento col vecchio Re, in una corte che per lei non è più sicura, se non salvaguardare la propria esistenza sposandone l’uomo più potente? Di certo non lo avrà fatto a cuor leggero, anche per la vigorosa sofferenza del figlio. Eppure andava fatto, anche per assicurare una sorta di continuità al regno del defunto marito, se vogliamo.
Non bisogna dimenticare, inoltre, che la presunta complicità della Regina nell’omicidio, sovente sottolineata da critici molto approssimativi, si evince solo dalle parole di Amleto, parole amare, come detto sopra, e comunque solo forzando la trama della tragedia. Se si legge con attenzione il testo, da nessuna parte vi si troverà anche solo il minimo indizio che la Regina sapesse di sposare l’assassino di suo marito.
Del resto, a quel punto della tragedia, nemmeno Amleto sa chi ha ucciso suo padre, per cui le sue parole sono davvero solo quelle di un figlio sofferente che vede nel matrimonio di sua madre “most wicked speed”, ovvero una “fretta perniciosa”.
Rimprovera alla madre il fatto che non abbia tenuto il lutto che per un mese scarso (“ere those shoes were old/With which she follow’d my poor father’s body”, e “Ere yet the salt of most unrighteous tears/Had left the flushing in her galled eyes,/She married”).
Quindi è questa, e non altra, la fragilità di cui parla Amleto.
Secondo me, anziché essere il simbolo della fragilità femminile, Gertrude, può essere indicata al massimo come esempio di opportunismo, volendo dare un giudizio su un comportamento usando, però, una valutazione morale contemporanea.

Il vero fragile qui è Amleto, colpito dagli “slings and arrows of outrageous fortune”.
Ha perso il padre per assassinio, ha il nemico alle porte (Fortinbras vuole vendicare suo padre), non ha stima né rispetto per suo zio (anche prima di sapere che si tratta dell’assassino di suo padre, “A little more than kin, and less than kind”), zio che la madre ha deciso di sposare con molta fretta.
Se facciamo un parallelo col giovane Fortinbras, parallelo indicato anche da Shakespeare (Fortinbras porta il nome di suo padre, come Amleto. Fortinbras il vecchio è ucciso da Amleto il vecchio. Fortinbras e Amleto sono entrambi orfani di padre per violenza e cercano vendetta, il primo, però, reagendo con forza, energia ed esercito, il secondo, invece, perdendosi dietro il suo animo riflessivo, maliconico ed ignavo) si capisce bene che è Amleto ad avere un carattere che lo porta ad essere fragile.

Per cui, Frailty, thy name is Hamlet.