La notte del giudizio, ovvero: come eliminare il problema di chi pesa sulla società

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La notte del giudizio, esordio alla regia di James De Monaco, è un film di genere a basso costo che parte da un’idea molto originale: in un futuro distopico (ma non così lontano dal nostro presente) gli USA hanno istituito un evento annuale chiamato La purga in cui, per 12 ore, tutte le attività criminali diventano legali: in questo modo i cittadini americani sono liberi di sfogarsi e di liberarsi dalle frustrazioni e dalle emozioni negative del quotidiano, in un’orgia di distruzione e di violenza che trasforma il paese in un vero e proprio campo di battaglia.

La pellicola di DeMonaco è ambientata nell’arco di queste 12 ore, e segue le vicende di una agiata famiglia di provincia che si rinchiude in casa la notte della Purga per evitare di essere coinvolta nelle violenze: inutile dire che l’inattaccabile sistema di sicurezza di cui è dotata l’abitazione dimostrerà ben presto tutte le sue falle, e la famiglia si ritroverà a doversi difendere con qualsiasi mezzo dagli attacchi provenienti dall’esterno.

La notte del giudizio è un film in cui le sequenze d’azione sono girate in maniera perfetta, e in cui il ritmo è e la tensione sono tenuti a livelli altissimi grazie ad una serie di ribaltamenti di ruoli e di cambi di prospettiva (chi è davvero il nemico? Il vagabondo di colore? le orde di pazzi che assediano la casa? I vicini all’apparenza amichevoli e gentili?) che sono il frutto di una sceneggiatura intelligente e ottimamente costruita.

Sono però le implicazioni e i messaggi sociali della vicenda a rendere il film di DeMonaco al di sopra della media dei film di genere: il regista infatti nella sua pellicola descrive una società per la quale contano solo l’apparenza e l’agiatezza economica, una società egoista che pensa solo al proprio benessere e che guarda con disprezzo a tutti coloro che ad esso non possono contribuire: la Purga stessa si rivela essere non tanto una catarsi per tutti i cittadini americani, come il Governo sembrerebbe voler far credere, quanto un’azione mirante a eliminare i deboli della società: senzatetto, barboni, poveri.

De Monaco ne dirige nel 2014 un seguito, Anarchia-La notte del giudizio: il film punta molto di più sull’azione e sulla violenza pura, a volte eccessiva e gratuita, e molto di meno sull’atmosfera e la suspence; rimane il messaggio “sociale” molto forte, e non manca qualche buono spunto (su tutti, la sequenza delle vittime che vengono “battute all’asta”) ma in generale si tratta di un’opera nettamente inferiore all’ottimo primo episodio.