Live music

Come qualcuno forse saprà, il mese scorso sono stato a Londra. Ma questa è una notizia di nessuna importanza.

Quel che è più importante, è che durante il mio soggiorno ho avuto il piacere di andare alla splendida Royal Albert Hall per assistere ad un concerto. Un BBC Proms, per la precisione.
L’evento è stato, semplicemente, magnifico. Spettacolare.
E mi ha dato anche un paio di spunti di riflessione. Non ricordo se li ho già menzionati nel post originario, nel caso me ne scuso con chi dovesse leggerli due volte…

Premetto che per me si trattava di una prima volta, perché pur avendo assistito a diversi concerti, era il primo di questo genere cui andavo. E premetto pure che non so neanche esattamente come ho scelto il programma (fra i moltissimi che i BBC Proms offrono per tutta l’estate).
Haydn, HK Gruber e Stravinsky, interpretati dalla BBC Philarmonic.

La prima riflessione riguarda il pubblico: persone di ogni età e, presumibilmente, di estrazioni sociali assai differenti.
La cosa potrebbe apparire piuttosto banale, trattandosi di un concerto… ma come ho anticipato, poiché si trattava di un concerto di musica “classica” (o “d’arte”,  come un direttore d’orchesta più propriamente la definisce), mi pare assai più curiosa ed interessante.
Confesso che, visto che era il mio primo concerto del genere, non avevo termini di paragone, ma sono nondimeno rimasto assai sorpreso dalla varietà di spettatori, soprattutto dalla presenza di giovani per una musica che non rientra nel catalogo abiutale di iTunes o dei nostri lettori mp3.
C’erano ventenni, gruppi di amici, coppie di anziani e di giovanissimi. Credo, persino, di aver visto anche una scolaresca di bambini che avrebbero potuto essere alle elementari.
Non sono in grado di trarre conclusioni, ma la cosa è bellissima: vedere un simile interesse per musica d’altissima qualità che in genere è relegata ad un pubblico di nicchia è estremamente positivo, sia perché significa che il pubblico (un pubblico veramente diversificato) presta attenzione a questo genere di offerta culturale, sia perché significa che essa è accessibile a vaste fasce della popolazione (i prezzi, infatti, erano piuttosto contenuti).

La seconda riflessione riguarda l’esperienza della musica dal vivo.
Come dicevo, ho già assistito a più di qualche concerto dal vivo (incluso, tanto per darvi l’idea, lo storico Simon & Garfunkel al Colosseo…). Ma mai prima di musica classica.
E’ stata, come ho già detto, un’esperienza stupenda, fantastica. Non solo la qualità della musica, ma soprattutto per l’esecuzione.
Non ho elementi per giudicare se l’orchestra fosse brava, bravina, bravissima o cosa… ma personalmente l’ho trovata eccezionale. Per un motivo piuttosto semplice: la musica classica, suonata dal vivo, trasmette emozioni incomparabili a qualsiasi registrazione.
Innanzitutto, l’acustica: sia la Royal Albert Hall o altro luogo, i suoni vi giungono precisi, nitidi, chiari e distinti, tanto che potreste distinguere un violino dall’altro. Non sto scherzando.
Il tutto unito alla possibilità di poter focalizzare lo sguardo esattamente sul musicista che sta suonando il quel momento (io ero piuttosto lontanto dal palco, ma si vedeva comunque benissimo).
E questo mi porta al terzo punto d’apprezzamento: la possibilità di apprezzare la bravura tecnica richiesta dai musicisti nell’eseguire ogni singolo movimento e la loro totale sincronia. Stunning.
Osservare direttamente l’esecuzione musica è un’esperienza totalmente differenza dal solo ascoltarla. Ne moltiplica infinitamente l’impatto.
Posso fare una battuta? Beethoven divenne sordo, non cieco…

In definitiva, sono piuttosto persuaso che se si offrisse al pubblico la possibilità di assistere (assitere bene, non con mere rappresentazioni dove non si vede nulla) a concerti di musica classica, il suo gradimento aumenterebbe decisamente.
L’occhio vuole la sua parte. E la merita tutta, visto che non è una parte da poco.

Potete godervi le registrazioni ufficiai fatte dalla BBC dei concerti. Farei però un appunto alla regia della BBC: troppo focalizzata sul direttore d’orchestra!
Personalmente, consiglio de Le sacre du Printemps di Stravinsky.

E non si avvicina, neanche lontanamente, alla qualità e all’emozione dell’esecuzione dal vivo.

 A questo link trovate una registrazione del concerto cui ho avuto il piacere di assistere a luglio. Oppure qui, l’elenco completo dei Proms.