Solo un grande gruppo

Non ho mai scritto su Discutibili di musica italiana. Mi è stato forse vietato? Macché, è solo da parecchio tempo a questa parte non riesco a trovare nulla di interessante e che mi sia di ispirazione nel panorama di casa nostra.

Eppure scorrendo i miei dischi si trova parecchio materiale: ci sono gli Afterhours, per i quali ho speso parole e km ed energie, ma nei quali non scorgo ormai da anni la vena del nuovo, per quanto dal vivo siano ancora un gruppo di spessore internazionale, ci sono i CCCP, che non ci sono più citando un altro cantore emiliano, poco sopra c’è Giorgio Canali ma anche per lui gli anni migliori sono ormai passati, per i Marlene Kuntz vale a grandi linee quanto spiegato per gli Afterhours, ed è avvicinandosi mestamente al termine dell’alfabeto, poco prima di imbattersi negli Zen Circus che effettivamente sono un’entità italiana ancora vitale, che viene fuori forse la band più rappresentativa e innovativa dell’ultimo decennio, a tratti difficile e schizofrenica, poco digeribile ad un orecchio distratto ma incredibilmente mutevole e vitale, vale a dire i Verdena.

A più di quindici anni dall’uscita del loro primo album, risulta ancora difficile incasellarli o capire che cosa vogliano fare da grandi, anzi col passare del tempo la diversità tra un disco e quello successivo si amplifica. Se fino a Il suicidio dei samurai sembrava ci fosse un percorso di crescita e affinamento del loro stile, da Requiem -grezzo e sperimentale al tempo stesso- in poi è diventato una specie di roulette russa. Se Wow era lungo ed estremamente schizofrenico, con il suono sintetizzato e la psichedelia a fare da filo conduttore, Endkadenz Vol.1 sta a metà strada tra qualcosa di classico, mai visto nei Verdena e nei loro suoni, e una struttura dei testi e delle canzoni fuori da ogni schema.
È un disco che mi ha sorpreso, non so ancora dire se mi piace moltissimo o non mi garba più di tanto, perciò cercando di tirare le somme:

5 ragioni per acquistare Endkadenz Vol.1
– non darà mai l’impressione di qualcosa di “già sentito”
– è quanto di meglio possano uscire dai grandi nomi dell’alternative italiano, oggi
– difficilmente ci sarà occasione per vederli live, dato che i biglietti vengono bruciati più in fretta di quelli di Madonna
– è ostico e brusco eppure fa presa con una certa facilità, come fosse “orecchiabile”
– la critica lo apprezza e lo esalta all’unanimità

5 ragioni per non acquistare Endkadenz Vol.1
– essendo imminente l’uscita del volume 2, è obbligatorio raddoppiare l’acquisto per coerenza
– non è ancora stato possibile assimilare completamente Wow, a quattro anni dall’uscita, causa eccessiva lunghezza
– nel caso lo si gradisse, non li si riuscirebbe a vedere dal vivo e girerebbero un po’ le palle
– è estremamente pretenzioso, e i Verdena ogni volta spostano l’asticella della pretenziosità un po’ più in alto
– la critica lo apprezza e lo esalta all’unanimità