mariano (mario) lupo, piastrellista

Quando iniziai a militare in Lotta Continua, Mariano Lupo era già morto da qualche anno, ucciso con un’unica pugnalata al cuore da Edgardo Bonazzi, fascista vicino a Ordine Nuovo, il 25 Agosto 1972.

Lo confesso, in tutti questi anni non ho ripensato a lui neanche una volta. Eppure, quando l’ho trovato a pagina ottantotto del libro di Di Girolamo non ho avuto un secondo di latenza nel riconoscere il suo nome. Non sapevo di ricordarlo, non sapevo di ricordare il suo volto sullo striscione che veniva portato in manifestazione, non sapevo di ricordare me che chiedo al mio vicino chi fosse Mario Lupo né di ricordare la sua risposta «un compagno ucciso dai fascisti». Leggere Dormono sulla Collina è così, un riconoscimento continuo, un’emozione che si accende ad ogni nome, ad ogni data, uno scandaglio che cozza di continuo contro un diverso angolo del cuore perché ci sono tutti su quella collina, quelli che ricordiamo e quelli che non sappiamo di ricordare; e tutto insieme è la vita che abbiamo vissuto fino ad ora.

Dormono sulla collina è la nostra Spoon River, ogni pagina un nome, ci sono tutti i morti che hanno fatto la storia d’Italia dal 12 Dicembre 1969 al 26 Giugno 2014: politici, giudici, scrittori, registi, pubblicitari, il mondo della cultura e della cronaca nera, i mafiosi e i morti per mafia, i suicidi, quelli morti di morte naturale e quelli ammazzati, i morti per sbaglio e quelli morti in missione di pace, i morti per AIDS e quelli morti sotto il fango o le macerie, gli scomparsi senza traccia e i bambini, quelli che l’uomo nero ce l’avevano in casa e quelli che si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Anche le bombe d’Italia hanno ciascuna una pagina e qualcosa da raccontare e così le trasmissioni televisive, gli anni: gli anni di piombo, gli anni settanta, gli anni zero. Tutti sulla collina hanno qualcosa da dirci, alcuni ripetono le cose che avevano capito da vivi, alcuni è morendo che hanno capito, altri hanno capito che sarebbero morti.
E poi ci sono quelli morti senza capire che ancora chiedono a noi una risposta.

Giacomo di Girolamo ha trentasette anni, è un giornalista, vive a Marsala, è direttore di una radio e di un quotidiano on line specializzato in inchieste su mafia, corruzione, difesa del territorio. Circa un mese fa è venuto a Milano a presentare il suo libro in una minuscola libreria della città e io ci sono andata. Ci sono andata perché volevo vedere che tipo era uno così giovane e capace di scrivere un’opera titanica, più di 1200 pagine che, dalla prima all’ultima, sono giornalismo alto e poesia pura fusi insieme, perché la sua Spoon River non è in versi ma non è neanche ritagli di giornali, cronaca: è letteratura. Di Girolamo ha un’aria da ragazzo, è simpatico, ha parlato del suo libro in tono leggero, ha fatto battute, quasi a esorcizzare la profondità di quello che ha scritto, perché Dormono sulla collina è un libro necessario, e adesso che è stato scritto viene da dirsi che bisognava farlo, che mancava e ne avevamo bisogno e per accorgercene bisognava che qualcuno lo scrivesse. È un libro che bisogna tenere in giro per casa, a portata di mano e ogni tanto aprirlo, dobbiamo sperare che i nostri figli, a furia di vederlo, lo prendano un giorno in mano per caso e imparino chi siamo.

All’inizio avevo pensato, per rendere meglio l’idea, di mettere in questo post dei pezzi dell’indice del libro presi a caso, per esempio: Gaber Giorgio, Gadda Carlo Emilio, Gaetano Rino, Galesi Mario, Gallo Andrea, Gambirasio Jara, Gardini Raul, Garofalo Lea, Gassmann Vittorio. Poi ho deciso che mi interessavano di più i ricordi e i significati condivisi che il libro mostrava, perché in Italia a volte basta una parola ed è tutto capito, tutto detto.
Così ho deciso di mettere la pagina trecentotré. È la pagina di Domenico Gatti, capitano del DC-9 Itavia (e avete già tutti capito) in volo da Bologna a Palermo. La data: 26 Giugno 1980. Sulla pagina ci sono le sue ultime parole, registrate dalla scatola nera dell’aereo:

«Guà…!»

(e tutto è detto).

***

Giacomo di Girolamo
“Dormono Sulla Collina”
Il Saggiatore

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