i pilastri della terra

Tra i vari strumenti che la psicologia utilizza per avere una visione complessiva della personalità di un soggetto ci sono una batteria di test, detti proiettivi, che si basano sulla produzione di disegni. I test proiettivi sono così chiamati perché consentono una rappresentazione inconscia della persona che, appunto, proietta sé stessa nel disegno. Uno di questi strumenti è il “test dell’albero”: è un test semplice, i materiali occorrenti sono un foglio e una matita e l’indicazione è “disegnare un albero”. L’uso del test è stato formalizzato dallo psicologo Karl Kock negli anni cinquanta ma l’idea che lo ha generato è di un consulente professionale di Zurigo, Emil Jucker, che già nel 1926 lo utilizzava, suppongo, come strumento nell’orientamento professionale. Dico “suppongo” perché di lui pare sia rimasto solo il nome e la traccia della sua luminosa intuizione, intuizione che forse poteva venire solo a uno svizzero cresciuto e vissuto tra gli alberi e che forse conosceva anche, è sempre una mia supposizione, il concetto di “inconscio collettivo” formulato da Karl Gustav Jung, un altro svizzero che pure a Zurigo aveva lavorato. Secondo Jung l’albero è un archetipo che identifica l’uomo; anche noi, come l’albero, nasciamo da un seme, attraversiamo stagioni, diamo frutto. Le radici del nostro essere affondano nell’inconscio e vi traggono un nutrimento che attraverso il passaggio dall’io cosciente, cioè il nostro tronco, la struttura che ci regge, si fa linfa per la mente, il luogo degli scambi, le foglie, e produce i frutti della creatività. In psicologia il test dell’albero viene ritenuto l’equivalente di un autoritratto. Ma è l’albero la nostra metafora vegetale o siamo noi la metafora umana dell’albero? Alberi che camminano?

Tiziano Fratus ha trovato la sua sintesi definendosi un “uomo radice”. Dice di sé: «Sono un uomo radice che circola e tenta di stabilire connessioni e conoscenza con gli elementi naturali, col paesaggio, con l’ambiente. Sono un uomo che si fa sempre più albero in un paesaggio di alberi che si fanno sempre più uomini. Sono un uomo che ha imparato ad ascoltare gli alberi…..d’altro canto ogni poeta è destinato a farsi albero».

litaliaeunbosco_fratus_primecopie_dTiziano Fratus è un cercatore di alberi, cerca, guarda, descrive, cataloga alberi secolari e monumentali e per farlo ha girato il mondo. Anche in questo libro, che traccia un “alberografia” dell’Italia, i richiami al resto del mondo sono continui, perché molti alberi monumentali che vivono da noi sono nati altrove, hanno viaggiato, sono stati trasportati da paesi lontani a volte molti secoli orsono. La sua è una botanica poetica, i suoi scritti aiutano a osservare gli alberi e i boschi che abbiamo intorno in un altro modo. E’ difficile dare una definizione unica di questo libro: è una guida accurata, un libro da mettere nello zaino quando si parte, perché non ci possiamo più perdere le sequoie del biellese, i ficus magnolioidi di Palermo, i pini loricati del Pollino, la lecceta primaria più grande d’Europa che si trova sopra Orgosolo. Ma L’Italia è un bosco è un anche un libro che racconta storie, storie di giardini botanici e di parchi, di foreste ma anche di alberi isolati e inaspettati e, non ultimo pregio, è un libro che cerca di dare parole all’emozione ancestrale, preverbale che gli alberi risvegliano in noi.

Confesso che se non avessi partecipato ad un incontro sulla storia dei giardini botanici che Tiziano ha tenuto quest’anno alla Fabbrica del Vapore di Milano, nell’ambito delle manifestazioni del Fuori Salone, questo libro mi sarebbe probabilmente sfuggito e mi sarei persa quella stupenda sensazione che si prova quando si sente che si è scoperto qualcosa che mette in moto nuove curiosità, nuovi sguardi, nuove sorprese. Tiziano Fratus non si fa solo leggere, lo si può anche seguire, nel senso letterale di “andargli dietro”. infatti accompagna gruppi a incontrare gli alberi in giro per l’Italia e anche questo passare dalla lettura all’esperienza che di certo poi porta ad altri libri e ad altre esperienze mi pare bellissimo. E’ esattamente quello che intendo io per conoscenza.

###

Tiziano Fratus
“L’Italia è un Bosco”
ed. Laterza

(con anticipo di un giorno, questo libro partecipa al venerdì del libro).