distributore automatico di sub(cultura) – il sequel

Abbiate pazienza, ma non ho resistito alla tentazione di rispondere ad Alice (e al suo Bianconiglio) ed alla sua richiesta di delucidazioni sui distributori automatici di targhette che allietano l’underground milanese. Per ovvi motivi, come si capirà tra breve, a parentesi invertite nel titolo rispetto al post precedente.
Pronti? Via.

2014-08-20 09.27.56
2014-08-20 09.28.16

Chi non ha mai sognato di chiamare il proprio cane Sparky e di mettergli una medaglietta al collo? Soprattutto, chi non ha mai sognato di tenere in bocca l’osso di gomma del proprio cane Sparky?

2014-08-20 09.28.54

Pregasi notare, a questo punto del portfolio, la grande attualità nell’utilizzo dell’urban dictionary nel dialogo metallico tra Steven e Mindy (sob)

2014-08-20 09.29.07

Last but not least (potevo scrivere dulcis in fundo, ma gli smart tags richiamano imperativamente l’inglese), come potevo non lasciare per ultima questa perla?
Personalizzatevi, guys. Uscite dalla massa. Fatelo con una f.a.n.t.a.s.t.i.c.a m.e.d.a.g.l.i.a di riconoscimento.
2014-08-20 09.28.33
E non c’è altro da dire.