«Io so esattamente cosa sto facendo. Voi, invece?»

belleknox
Certo, girare film porno per pagarsi gli studi non è sicuramente consuetudine.
Però. Però so solo che dopo essere arrivato alla fine di questo articolo dal taglio che dir moralista è dir poco, su L’Espresso di oggi, e trovato una frase come «Nessuna morale, alla fine della storia. Alla luce delle posizioni emerse si potrebbe suggerire di togliere dramma e aggiungere ironia.», ho solo semplicemente e cordialmente pensato: ma vaffanculo.
Perché se ci si preoccupa di capire se sia “scandaloso” che una ragazza si paghi gli studi girando film porno, se è più importante descrivere la scena di un suddetto o scrivere che «Ha scoperto la pornografia a 12 anni, ha perso la verginità a 16.», se ci si preoccupa di sottolineare il fatto che «Nei media c’è imbarazzo.», che questi si dividono tra coloro che ne fanno un’icona e coloro per cui «è una falsa femminista, un’esibizionista, un’astuta manipolatrice […] una giovane donna disturbata che dovremmo tutti compatire.», io credo che la nostra specie sia davvero destinata presto all’atrofia cerebrale.
A quel punto, saremo finalmente esentati dal riflettere (e magari agire di conseguenza) sul fatto che la donna e studentessa Miriam Weeks (e non l’attrice, in arte Belle Knox, nome d’arte) ponga l’accento sulla cultura dello stupro che pervade i campus universitari americani, in primis la Duke University che frequenta, dove gli studenti “privilegiati” pensano di poter ottenere tutto ciò che vogliono, compreso il sesso non consensuale. Saremo esentati dal riflettere sul fatto che un’università possa costare 60 mila (s-e-s-s-a-n-t-a-m-i-l-a) dollari all’anno (perché è la Duke University, ma non pensiate che quelle di minor prestigio costino poi molto meno), e che per poter studiare la prospettiva sia quella di indebitarsi al punto che i primi dieci anni di lavoro, come minimo, servono a ripagare il debito di studio. Saremo esentati dal riflettere che, se questa è la realtà degli Stati Uniti d’America, noi rischiamo di andare esattamente nella stessa direzione, se continuiamo a demolire l’Istruzione pubblica come abbiamo sistematicamente e vergognosamente fatto negli ultimi vent’anni.
Poco male: evidentemente la selezione naturale è basata su altre logiche, più fisiche e meno mentali, considerato che l’industria del sesso non andrà mai in fallimento – oh, c’è pure chi si è portato avanti e ha pensato di usarlo per salvaguardare l’ambiente, come scrivono qui).
Coraggio, c’è porno per tutti.