La posta del cu

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Cara Posta del Cu,
mi chiamo Marina, ho 40 anni, vivo a Roma, sono sposata da 20 anni e ho due figli. Come avrai notato anche tu, mi sono sposata molto giovane, ma io e mio marito eravamo molto innamorati e impazienti di costruire una vita insieme, così tra i pareri contrastanti delle nostre famiglie abbiamo deciso di sposarci. All’inizio è stata dura, ma con molta determinazione e sostegno reciproco siamo riusciti ad avere una splendida famiglia e una vita tutto sommato serena. Dopo aver avuto il secondo figlio, ho deciso di lasciare il lavoro per dedicarmi alla famiglia, finché da qualche mese ho ripreso la mia attività dopo aver ricevuto un offerta di lavoro che di questi tempi non ho potuto rifiutare. Il problema che da un po’ di tempo mi tormenta, sono le attenzioni che uno dei miei nuovi colleghi mi riserva ogni giorno. Io non ho mai avuto dubbi verso il mio matrimonio e le mie scelte, e nella mia vita ho respinto diverse avances, essendo una donna ancora piacente. La mia vita coniugale è soddisfacente anche se dopo tanto tempo l’affiatamento ha lasciato il posto alle fatiche quotidiane, ma non capisco come sia possibile che le attenzioni del mio collega mi turbino così tanto. Il suo atteggiamento galante, i suoi complimenti, la sicurezza di sé, mi hanno risvegliato sensazioni che da tempo non sentivo, e per la prima volta sono tentata di cedere alle sue lusinghe. Quando penso a quello che ho mi sento fortunata, e ho dei tremendi sensi di colpa all’idea di quello che provo quando lui mi è vicino in ufficio o mi parla guardandomi negli occhi. Probabilmente che sto sbagliando, ma ho quasi maturato la convinzione di accettare uno dei suoi inviti a cena, per conoscerlo bene e cercare di capire la natura di queste sensazioni. Spero tu possa aiutarmi dandomi qualche tassello in più per decidere cosa devo fare.
Grazie
M.

Cara M.,
prima di tutto ti ringrazio per avermi scritto. Adesso facciamo finta che tu abbia una casa al mare. Una di quelle casette come se ne vedono tante a Torvajanica, con un pezzetto di giardino, una palma e una strada dove fare lo struscio il sabato sera. Sono anni che passi l’estate lì e ormai conosci tutti e tutto. La spiaggetta semi solitaria dove prendere il sole; la gelateria del Sor Peppe che fa i coni da due euro giganteschi; il localetto simpatico dove bere una birra e gustarsi il freschetto della sera. Va tutto bene, nella tua casetta a Torvajanica. Poi un giorno un’amica ti spedisce una cartolina, una cartolina dalle Maldive. E’ una cartolina di quelle classiche che ritrae lo scorcio di una spiaggia bianca bagnata da un pezzo di mare purissimo e uno scoglio a forma di sirena che si staglia orgoglioso in un cielo orfano di nuvole. Sembra un posto meraviglioso.
La mattina dopo torni alla tua spiaggetta ma non puoi scordarti quella cartolina. Guardi la sabbia ed è nera e non bianca; osservi il mare e scorgi un preservativo usato galleggiare; gli scogli sono pieni di cozze cresciute a scarichi industriali, e più che sirene sembrano enormi feci di cani. Come hai fatto a non accorgetene prima?
Riguardi la cartolina. Immagini un vento fresco spazzare il soffice caldo di quel sole che non può essere lo stesso che vedi tutti i giorni, le palme danzare al ritmo di onde cristalline che rinfrescano il corpo e la mente. Ormai hai deciso: è lì che vuoi stare, ed è lì che andrai. In fretta e furia prepari le valigie, saluti distrattamente gli amici di tutta una vita e ti prepari a dare l’addio definitivo a quell’angolo di mondo. Parti e arrivi proprio in quel pezzo di spiaggia ritratto dalla cartolina. Ecco, a prima vista i colori non si assomigliano molto a quelli di questa famosa cartolina, ma non fa niente. Il mare è veramente limpido. Quando non ci sono le meduse. Fa niente, perché il sole ti fa chiudere gli occhi tanto che per un po’ neanche ti accorgi delle zanzare enormi che  ti stanno mangiando viva. Lo scoglio, sì lo scoglio è proprio quello a forma di sirenetta, ma in fondo uno scoglio è solo un sasso. Il primo giorno passa così, a tentare di risvegliarti, ma quando lo hai fatto è troppo tardi. Oppure no, forse puoi ancora riprendere il primo volo per l’Italia e ritornare a Torvajanica dove il mare è un po’ più sporco, anzi molto più sporco, ma è il tuo, quello che ti ha bagnato per anni senza chiederti nulla. Sì potresti farlo, ma tu volevi quella spiaggia maledetta fotografata in quella cartolina, e se l’hai vista da qualche parte deve esistere. Forse non sei stata abbastanza in questo nuovo posto, pensi. Forse devi resistere un altro po’ e allora tutto ti apparirà meraviglioso come la prima volta che hai visto la cartolina. Sì, è sicuramente così. Ti dici. Ma nel frattempo ti arriva un’altra cartolina. Anche questa ritrae un posto stupendo: una vallata immersa in montagne innevate. Allora ti chiedi se non sia una questione di luogo, forse è la montagna che ti piace e tu hai perso tutto questo tempo a cercare spiagge. Rifai le valigie, saluti le palme e riparti un’altra volta, per poi scoprire che in montagna fa troppo freddo.
M., parliamoci chiaro: ma non ti sei ancora resa conto che l’amore è una cartolina?

P.S. Invitiamo tutti i gentili di lettore a mandarci quesiti sull’amore e tutto ciò che ruota intorno a questo argomento. La nostra redazione sarà lieta di rispondervi.