Il 25 tutti al mare, è più salutare

kavabanga7

 

Il 25 maggio si vota per il rinnovo del Parlamento Europeo. Il 25 dicembre invece è Natale, ma questo è un altro argomento. La mia opinione è che bisogna disertare le urne, e personalmente ho coniato il mio slogan che è “Il 25 tutti al mare, è più salutare” (per quei pochi sfigati che, pur abitando in una penisola, non dispongono del mare, ricordo che ci sono anche i laghi e le montagne, il concetto non cambia).
So che la maggior parte degli italiani (ma nel mondo le cose non cambiano di molto) i programmi elettorali nemmeno li leggono, perché noi la “politica” l’associamo al concetto di “aperitivo”, buona cioè per riempire le serate davanti a uno spritz o i nei momenti di noia davanti al PC (da non confondersi con il PCI) quando postiamo qualche vignetta ironica.
Io invece me li sono letti quasi tutti, pure quelli assurdi, tipo il programma di Forza Italia, che vuole cambiare il mondo partendo dalle bestie, introducendo un concetto filosofico innovativo nel panorama politico, cioè: se proprio non possiamo far campare decentemente gli uomini, almeno facciamo pisciare in pace i cani.
Devo dire che se si tolgono i simboli dai foglietti illustrativi, si fatica a capire a quale formazione appartengono i proclami elettorali. La ragione è facile: perché nessuno si propone più come alternativa al sistema, compresa la sinistra, esplosa come le bombe carta agli stadi, in tanti piccoli feudi legati più al ricordo che a una vera proposta di cambiamento. Quindi è come trovarsi in ristorante dove sul menù c’è solo un piatto, la ministra. Per primo minestra, per secondo minestra con le patate, per dolce minestra con le fragole, e per finire minestra e ammazzaminestra.
La gente di questo è entusiasta. E’ come se gli avessero regalato un telecomando con un bottone solo, quello dell’accensione, tanto ormai a che serve cambiare canale? E il popolo finalmente si è tranquillizzato. Basta discussioni complesse, basta tirare in ballo i filosofi che “io a fine serata voglio solo rilassarmi e farmi quattro risate davanti alla TV”. E, infatti, va fortissimo un comico che, oltre a far ridere, evangelizza sull’utilità di quello che più di tutto in questo momento storico importa all’opinione pubblica: stare sui social. Una volta si scrivevano tomi e tomi a proposito della società e del suo sviluppo futuro, ma parliamoci chiaro, chi se li è mai letti? E soprattutto: chi l’ha mai capiti? Ce lo vedete voi Alfieri condensare “Del principe e delle lettere” in 140 caratteri e due faccine? Incredibilmente la gente fa sì con la capoccetta. Vuota, ma che importa? A che serve la testa quando c’è il “like”?
E allora voglio partire da qui, dal Movimento 5 Stelle, perché a me fa ridere come poche cose nella vita. Giuro, ogni volta che sento o leggo una cosa che proviene da quell’aerea politica (scusate la parola), prima mi incazzo come una iena, e poi sogghigno come quando si vede un bambino che prova ad andare in bicicletta per la prima volta. Dai, sono carini. Sono come i gattini su Facebook, o i video di quelli che cadono su YouTube. E siccome sono sicuro nemmeno i 5 Sstelle hanno letto il proprio programma (per non rischiare di pensare in generale e, più in particolare, per non pensare alle minchiate che propongono), ve lo leggo io. Punto per punto.
Così imparate ad accendere il computer di domenica sera.

1 – Reddito di cittadinanza. Questo per loro sarebbe l’innovativo espediente per rendere finalmente libero il cittadino dalla schiavitù del lavoro. La quota prevista per ogni disoccupato sarebbe di 600 euro. Con quei soldi puoi affittarti un cartone sotto un ponte e ti avanzano pure degli spiccioli per un hamburger dal Mac Donald.
2 – Misure per rilanciare la piccola e media impresa. Che suona un po’ come “Più figa per tutti”. Che vuol dire? Non glielo chiedete che tanto non lo sanno neppure loro.
3 – Legge anticorruzione. Ma scusa, perché la corruzione è legale?
4 – Informatizzazione dello Stato. Almeno quei poveri lavoratori statali nelle ore di lavoro invece del solito Sudoku possono giocare a Mortal Combat 3D. Sì, è giusto.
5 – Abolizione dei contributi pubblici ai partiti. Pure qui sono d’accordo. Diamoli direttamente in mano alle multinazionali i partiti, come in America, che tanto non cambia nulla e per lo meno questi si stanno zitti.
6 – Istituzione (ascoltate bene) del “politometro” (giuro non me lo sono inventato) per stabilire quanto guadagnano i politici. In Italia il 10% della popolazione guadagna quanto l’altro 90% degli italiani. Siamo sicuri che il problema siano i politici? No, non ci pensate che poi vi rovinate la domenica.
7 – Referendum propositivo senza quorum. Su cosa? Su qualsiasi cosa, e basta che votano in dieci su 56 milioni è il gioco è fatto. Pratico no?
8 – Referendum sulla permanenza nell’Euro. Di tutti i temi questo è il più inutile e meschino. Vi chiedo uno sforzo mentale: secondo voi la questione è il nome da dare alla moneta che stabilisce il valore della vostra esistenza, o è il concetto stesso di denaro che è un po’ sorpassato? E poi io da romano voglio tornare al sesterzio, ecco.
9 – Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese. Cioè, metti il caso tu, popolano, ti svegli una mattina con un herpes su un labbro, e giustamente ti rode, ti affacci e decidi che nella tua via non li vuoi più i platani perché portano allergie, e vorresti delle palme, in Trentino per esempio, e riesci a convincere qualche ubriacone che hai ragione, puoi proporla in parlamento, e quelli sono costretti a discutere la tua proposta, non perché è intelligente, ma perché è popolare. Hasta la victoria!
10 – Una sola rete televisiva pubblica. Quella di Grillo. Capite il genio?
11 – Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato. Come? Vincerà chi ha più like su Facebook. La Rete non perdona.
12 – Massimo due mandati elettivi. E perché? Cioè Churchill doveva andare a casa dopo dieci anni? Ah, che sciocco. Loro Churchill non lo conoscono. Al massimo arrivano a Tiraemolla.
13 – Legge sul conflitto di interessi. Questa è la vera novità…
14 – Ripristino dei fondi tagliati alla sanità e alla scuola pubblica. Vale il commento del punto due.
15 – Abolizione dei fondi ai giornali. Questo è un tipico errore cialtrone di un partito cialtrone. Non capiscono che se un concetto è giusto ma applicato male, non è che il concetto va abolito piuttosto bisogna far sì che venga applicato correttamente. Ma vaglielo a far capire…
16 – Accesso gratuito alla rete per i cittadini. Dopo più figa per tutti, viene più pippe per tutti. Scherzo. Ma una cosa del genere è da inserire in un programma elettorale? Che succede, al punto 17 ci sarà “catene obbligatorie sui valichi alpini”? Magari…
17 – Abolizione dell’IMU sulla prima casa. Io vivo in affitto. Sinceramente di quello che pagate per la casa non me ne fotte niente. Non sarebbe meglio proporre “la casa per tutti è un diritto”? Però mi rendo conto che alzo troppo il tiro della discussione.
18 – Non pignorabilità della prima casa. Mi piace quando di tanto in tanto qualcuno si accorge che il sistema in cui viviamo è assurdo, ma mi piace di più vedere la faccia sbigottita che fa quando non capisce che se si vogliono certi cambiamenti è proprio il sistema da cambiare, non rendere decenti le sue regole che per natura decenti non potranno esserlo mai. Non è ridicolo protestare perché le pedine nere mangiano quelle bianche mentre si sta giocando a dama?
19 – Eliminazione delle province. Eh sì. Questa sì che è una vera rivoluzione… Sai quanti cambiamenti nelle nostre vite…
20 – Abolizione di Equitalia. Idem come al punto 18.

Mi raccomando: massima diffusione!