Ruanda, vent’anni dopo – spezzoni

In questa settimana abbiamo cercato di dare un pò il senso di quel che accadde in Ruanda fra l’aprile ed il giugno 1994. Più che il “senso”, la storia, per coloro che non avessero avuto occasione di conoscerla altrimenti.

Ma, naturalmente, sarebbe vano avere l’ambizione di completezza su fatti così vasti ed in così poche parole.

Tuttavia, approfittiamo dell’occasione per offrirvi l’occasione di approfondire ancora il tema autonomamente.
Gli autori e le fonti che lo trattano sono svariati, quindi ne proponiamo qui una brevissima e parziale rassegna.

Earth made of glass“, film documentario americano del 2010.

Shake hands with the devil“, film drammatico canadese del 2007. Basato sull’ononimo libro del gen. Romeo Dallaire, racconta dalla prospettiva del militare canadese il fallimento della missione ONU durante i giorni del genocidio.
Particolarmente consigliato per chi voglia approfondire la figura di Dallaire: offre una vivissima rappresentazione della sofferenza e del dramma che lo stesso subì (incluso il post-traumatic stress disorder).

Hotel Rwanda“, già ottimamente recensito per noi da Mr. Verdoux.

Shooting dogs” (noto anche come “Beyond the gates“), film drammatico anglo-francese del 2005. Come “Hotel Rwanda” narra della segregazione durante i giorni del genocidio, questa volta in una scuola gestita da un prete cattolico. Finale assai differente.
Molto bello il rapporto fra Joe e Marie: da non perdere il momento dell’evacuazione ed il reincontro anni dopo. Memorabile la scena con lo scambio di battute fra i militari belgi che sparano ai cani e lo stesso prete.
Imperdibile.

Sometimes in april“, film drammatico franco-americano del 2005: racconta la tragedia del Rwanda dal punto di vista esclusivo dei locali attraverso le storie parallele di due fratelli hutu e di una maestra. Il primo, commentatore radiofonico per RTML e complice del genocidio infine processato dall’ICTR, il secondo ufficiale dell’esercito sposato ad una donna tutsi che farà di tutto per salvare la sua famiglia ed altri.
Estremo.

Non mancano i libri.
I più noti sono senza dubbio quelli di Jean Hatzfeld: “A colpi di machete” – una raccolta di testimonianze dello stesso giornalista (inviato di Liberation), delle vittime e degli autori dei crimini.
E “La strategia delle antilopi” sul difficile percorso di riconciliazione.

Infine, alcuni recenti articoli pubblicati su maggiori giornali mondiali:
La Francia ha una parte di responsabilità…” da Le Monde;
After the rwandan genocide 20 years ago we said ‘never again’, did we mean it?” da The Telegraph;
The survivors: ‘why are they killing us?...” dall’agenzia Reuters;
Twenty years after the genocide” da Hauge Institute for Global Justice;
Il pugno di ferro” su Paul Kagame, da Die Zeit.