Femminismo – Wish aka Max – Io c’ero

Difficile scrivere di femminismo. Difficile scrivere di festa della donna, anche se è passata da qualche giorno. Come qualcuno ha già detto in un altro post, la retorica è sempre in agguato. E allora provo a scrivere qualcosa che parte da tanti lustri fa.

Io c’ero, in piazza, quando si manifestava per l’arresto di Spadaccia Faccio e Bonino nel ’75. Non ero radicale, non ero iscritto, ero adiacente ai movimenti dell’Autonomia che iniziavano a nascere e crescere. A scuola vigeva l’autogestione, i collettivi, si parlava e si discuteva tanto. Ci credevamo, tutti ci credevamo. E dopo pochi anni questo crederci ha fatto sì che si varasse la 194. Ecco, io ho continuato a crederci. Come red sono cresciuto con la parità in famiglia, e ho sempre cercato di praticare (con gli ovvi errori che tutti compiono sul proprio cammino) il principio della pari dignità. La pari dignità si pratica in famiglia, con un conto corrente comune dove ciascuno versa il proprio guadagno. La pari dignità si pratica sul lavoro, quando gestendo un gruppo di lavoro numeroso si riconoscono gli effettivi valori in campo. La pari dignità si pratica con le figlie, insegnando loro che non è disdicevole farsi venire a prendere, se il problema è la sicurezza del rientro.

Ho letto con interesse il dibattito sul culo della ministra. Anche lì. Secondo me il discorso è la pari dignità. Mi incazzo con Berlusconi quando si rende ridicolo facendosi scoprire con la minorenne. Non entro neanche nel discorso morale. Ne faccio un problema di ruolo. Se sei un capo di stato non vai con le minorenni. O meglio. Se sei un capo di stato non ti fai beccare. Clinton si è fatto beccare con la stagista e se n’è andato. Se sei una ministra non metti il tailleur aderente e fasciante. Metti un vestito normale. Questa è pari dignità.

Quel che personalmente mi fa male è che vedo tanti miei coetanei che sembra si siano dimenticati tutto. Questa è la cosa più triste. Un conto è rivedere certe posizioni estreme ed ammorbidirle, un conto è rinnegare. E se guardo la società così com’è oggi, mi sento di dire che i principi nei quali credevo, e nei quali continuo a credere ancora oggi, siano stati rinnegati.