Femminismo – Nicetace – il femminismo non è un’opinione

burqa_volto_svelato_afghanistan--400x300

Il Femminismo non è un’opinione con la quale si possa o meno concordare. Non è un’ideologia, una forma di morale, un’idea progressista, del tipo “bianchi e neri sono uguali”, rispetto alla quale schierarsi. Il Femminismo è stato ed è, innanzi tutto, la rivendicazione delle donne di essere padrone del proprio corpo perché il controllo del corpo delle donne è stato ed è il fine di qualsiasi potere ci abbia voluto e ci voglia assoggettare.

Il corpo delle donne, il nostro corpo, è stato ed è un campo di battaglia e la posta in gioco è stata ed è la nostra libertà di esistere come “soggetti” e non come “oggetti” del potere, del desiderio, delle definizioni e dei progetti altrui.

Lottare per il possesso di sé è uno specifico delle donne, nessun uomo ha mai dovuto lottare per rivendicare il diritto ad essere padrone del proprio corpo, della propria capacità riproduttiva, della propria sessualità.

I corpi coperti dai burqa, le mutilazioni genitali, il femminicidio, il diritto d’aborto faticosamente conquistato e sempre in pericolo ma anche la medicalizzazione del parto e della contraccezione, la riproposizione continua di modelli estetici autoritari ai quali uniformarsi, il nostro corpo esposto sui manifesti per le strade sono tutti, continui, tentativi di esproprio.

Ai tempi della battaglia per il diritto d’aborto, che le donne chiamavano però battaglia per il diritto all’autodeterminazione – e in questa differenza stava l’abisso che ci separava – uno slogan in particolare aveva avuto un certo successo “mediatico”. Lo slogan diceva: “L’utero è mio e lo gestisco io”. In realtà l’espressione non era corretta, avrebbe dovuto essere “Il mio utero sono io” come “sono io” una mia mano, il mio naso, i miei pensieri. Su tutto il resto organizzate pure dibattiti in televisione.

Le donne hanno con il loro corpo un rapporto strettissimo e continuo che è una nostra specifica esperienza di genere – e non parlo solo dell’esperienza della gravidanza e del parto, ma anche della ciclicità del mestruo che ogni mese ci fa fare esperienza di stati emotivi profondi che producono pensieri, fantasie, intuizioni legati ai concetti di creare e distruggere, accogliere e respingere, scegliere, finire, ricominciare, attendere. Qualsiasi sia il lavoro che facciamo, il nostro livello di istruzione, il paese in cui nasciamo, facciamo esperienze che nascono da dentro di noi, da dentro il nostro corpo, dal fatto di avere un corpo di donna.

Il Femminismo dice questo, dice che uomini e donne sono diversi perché hanno un corpo diverso e questo non ha nulla a che fare con l’uguaglianza dei diritti e delle opportunità e dice che è l’assunzione della nostra diversità che ci permette di diventare “soggetti” e di entrare in relazione con il mondo tutto, anche con gli uomini, da pari.