Horror Vacui

Scrivere di Sanremo è pop. Ignorare Sanremo è snob.

Scrivere male di Sanremo è da stronzi. Scriverne bene è da paraculi.

Ci sono episodi sanremesi che non vanno dimenticati. Alcuni celeberrimi, altri più oscuri. Raccoglierli in un post significa prestare un servizio alla collettività.

Un gesto quasi scontato nella sua provocatorietà. Suscitò scalpore all’epoca, e viene sempre tirato in mezzo quando ci si riferisce alla sovversione del sistema sanremese. Era il 2001, i Placebo stavano concludendo la performance (per modo di dire, un osceno playback) di Special K e Brian Molko decise di sfasciare la chitarra e un po’ di strumentazione da palco. Il pubblico lo coprì di insulti, e lui rispose con un inglesissimo aplomb. Da notare l’apparizione della dea del momento, quella Megan Gale poi caduta nell’oblio.

Dagli ospiti ai cantanti in gara. Nel 1996 si compì un’operazione ai limiti della necrofilia. Guardare tutti quei volti sorridenti di anziani -fuori e/o dentro- radunati in una formazione di undici elementi chiamata Squadra Italia trasmette sempre una notevole gioia trash. I loro nomi? In ordine di gradimento personale (dal più anonimo al più figo): Gianni Nazzaro-Giuseppe Cionfoli-Toni Santagata-Manuela Villa-Wilma Goich-Rosanna Fratello-Mario Merola-Nilla Pizzi-Wess-Jimmy Fontana-Lando Fiorini. Questa era Una vecchia canzone italiana. Ma vecchia proprio.

Ci sono poi gli ospiti imprevisti. L’aspirante suicida del 1995 salvato da Pippo Baudo mentre minacciava di buttarsi dalla balconata, con tutto il codazzo di critiche e sospetti (mancata catastrofe o manovra pubblicitaria?) rimane quello più inspiegabile. E comunque se Pippo Baudo mi avesse dato un bacio non so se sarei rimasto tranquillo.

Andando molto indietro nel tempo, nel 1980 conduceva quell’uomo che tanto male ha fatto alla musica italiana e che risponde al nome di Claudio Cecchetto, garanzia di guano. Un’indimenticabile esibizione fuori concorso fu quella di Pippo Franco, accompagnato da un coro di bambini visibilmente traumatizzati, per colpa anche di un testo che si presta ai più disgustosi equivoci. A voi il giudizio, questa è La Puntura.

Il Migliore. Il simbolo delle nefandezze sanremesi. L’eterno secondo di Sanremo, un’icona di mediocrità al quadrato. Si vocifera che alcune tv dell’est Europa acquistarono a peso d’oro i diritti per trasmettere l’edizione del 2013 a patto che ci fossero alcuni esponenti di spicco del belcanto italiano. E Lui non tradì le aspettative. Abbiamo ancora negli occhi, e lo ricordiamo con un certo terrore, Toto Cutugno che si esibisce in una superlativa versione della sua hit L’italiano con il Coro dell’Armata Rossa. A perenne monito. (Qui una versione in qualità decente, per i più temerari).