Fuck the (Seo) System!

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Eh no, non ci siamo proprio, caro Search Engine, ottimizzati sta ceppa.

Persino io che amo il web, mi rifiuto categoricamente di scrivere un articolo che abbia la stessa parola ripetuta all’infinito come google traduttore, e mi rifiuto anche di leggerli i testi così.

Mi rifiuto di scrivere un titolo che suona come “Il capo dello stato ha mangiato una mela” solo perché tra le parole più cercate c’è “capo dello stato” e “mela”.

Mi rifiuto di usare frasi semplici e periodi concisi punto.

Perché quello che ho imparato punto.

L’ho imparato dagli scrittori punto.

che usano le subordinate punto.

sebbene i loro testi richiedano più attenzione di altri punto.

e allora leggete con attenzione cazzo.

L’informazione scritta – su carta e su web – non deve solo darvi la notizia, ma darvi la notizia con le parole, servirvi il vostro piatto preferito su crosta di patate (non so perché ma gli chef mettono tutto su una crosta di patate). Deve servire a farvi conoscere nuovi modididire (autocitazione! Tagliatele la testa!), deve farvi affezionare a una battuta, a uno stile, deve infilarvi negli occhi un neologismo.

Deve parlarvi, coccolarvi, preparare per voi qualcosa di nuovo ogni giorno.

Non ripetere la stessa parola su titolo, sottotitolo, tag, description, immagine. Perché poi magari è un testo di cacca, che non dice nulla di nuovo e lo dice pure male, ma sale sale sale sui risultati e a quel testo e a quell’autore non importa che voi abbiate capito qualcosa, che vi abbia fatto piangere, ridere, restare indifferenti, gli importa che ci abbiate cliccato sopra. Non vogliono più nemmeno monopolizzare la vostra mente (BEI TEMPI, QUELLI) ma il vostro dito. Il vostro click.

Forse per questo motivo Francesco è portato a scrivere questi bei post, ma sappiate che finché ci sarò io, non mi importerà di quanti siete (peraltro siete pochini, cavolo, portate gli amici), ma chi siete, se leggete fino alla fine, se ci amate nella salute e nell’impopolarità.

E voi lettori NON dovete farvela piacere un’informazione così, un web così, dovreste boicottare le parole più googlate e le tendenze di twitter invece di attaccarvi, perché non siete fighi e non siete popolari ma solo un puntino più alto di altri sugli analytics.

Non è una competenza usare questa roba, è il contrario di una competenza, è la morte del lessico, la morte dell’intelligenza, la morte della creatività.

La lunga vita del curriculum.

(Sospiro).