quella luna solo uno sputo

I discutibili ci prendono gusto, con le “recinzioni.

Dopo esserci dilettati nel gozzovigliare tra le parole di Max per rendere giustizia alla fama che il suo libro avrà nei secoli a venire, siamo pronti a cimentarci in una nuova, entusiasmante e ardua (ma molto arduda, visti i tempi che corrono) impresa: promuovere un’agenzia di servizi editoriali per scrittori indipendenti, in nome e per conto del discutibile collega Roberto Albini. Ora, vi chiederete: perché in un paese nel quale si scrive più di quanto si legge, in cui il mercato delle agenzie editoriali è saturo, in una città nella quale le case editrici indipendenti non mancano, uno dovrebbe decidere di imbarcarsi nella folle idea di aprire un’agenzia editoriale?

Semplice: perché è un folle, perché è un visionario, perché è un genio, o perché è tutte queste tre cose insieme. Roberto, appunto.

Partiamo dal nome. Di fronte a certe scelte, bisogna prendere il bivio che imbroccherebbe il bufalo e non quello su cui è indirizzata la locomotiva; per cui, tra i tanti nomi possibili, non stupitevi se sia stato scelto uno che non si presta assolutamente a ironia per curiose assonanze idiomatiche tra la nostra lingua e quella originale: Sputnik. Andiamo oltre, scopriamone il significato, ripercorrendo la pagina di presentazione del sito dell’agenzia: «Abbiamo deciso di dare questo nome al nostro service editoriale perché la sua definizione russa significa “compagno di viaggio”. Ed è questo che Sputnik vuole essere per tutti coloro che richiederanno di essere seguiti nel percorso verso la messa in opera cartacea del proprio sogno, con tutto ciò che ne farà parte, prima e dopo, per l’appunto, durante il cammino.». “E sticazzi”, tanto per dire qualcosa.

Ora, noi abbiamo già avuto modo di dire in lungo ed in largo quello che pensiamo dell’editoria a pagamento. La bellezza dell’idea di Roberto sta in questo: noi si ciancia, lui fa. «Sputnik Servizi Editoriali nasce per dare voce agli autori che, non trovando una collocazione nell’editoria convenzionale, rifiutano categoricamente i circuiti di pubblicazione a pagamento. In quest’ottica, il nostro servizio vuole porsi in maniera trasversale rispetto alla realtà editoriale odierna, fornendo pubblicazioni professionali per le quali non occorre il cedimento della proprietà intellettuale dell’opera e offrendo prodotti di alta qualità per un’ottimale divulgazione e per farsi conoscere.». Diteci voi se non è un folle. O un visionario. O un genio. O tutte e tre le cose insieme. Roberto, appunto.

Questo post non è solo una comunicazione di servizio per farvi conoscere la realtà tramite cui potreste pubblicare il vostro primo o prossimo testo; non è solo una richiesta di reblog (oooooooccheeei, siamo onesti: è una richiesta di reblog) per diffondere il progetto editoriale; non è solo il racconto un po’ melò della scelta di Roberto. No, non solo. In questo post racconteremo di tutte le missioni spaziali Sputnik dal 1957 ad oggi, con particolare riferimento alla missione 2 segnata dal destino di Laika, martire e simbolo antonomastico (nel bene per chi ne vede i benefici o nel male per i detrattori) della sperimentazione scientifica su animali.

No, dai, scherzavamo. Paura, eh?

Ecco, per concludere (e mi firmo adp, così sapete chi tacciare di improbabili viaggi mentali a un metro da terra e dalla realtà), vorrei solo aggiungere una piccola cosa: che in quel logo che Roberto ha scelto per l’agenzia, in quell’omino rosso sorridente con le stelline al posto degli occhi e la S sul petto, seduto su dei libri proiettato verso la luna, mi ci perdo con lo sguardo e coi sogni. E, perdonate l’autoreferenzialità nel riferirmi a questo post che scrissi tempo fa, ditemi voi se in questa idea folle non risiede almeno un pochino di quella rivoluzione di cultura ed immaginazione.

“Счастливого пути, Спутник.” ***

sputnik

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*** Buon viaggio, Sputnik.”