Sex with an X

Mi sono accorto di un’imperdonabile dimenticanza nel mio post-elenco di tutte le canzoni usate come sveglia nel mio recente passato. Un brano che non ho scartato poiché indisponente, e nemmeno ho preventivamente levato prima di giungere all’odio, ma semplicemente è stato soppiantato da una nuova suoneria (che sarebbe poi l’attuale, Beetlebum), è “C’mon c’mon” dei Von Bondies, energico ma non troppo aggressivo, che parte subito a piena velocità.

Come tutti i grandi uomini che sanno trarre una lezione dai propri errori, approfitto di questo gancio per lanciare un nuovo soggetto, rispondendo alla domanda (che nessuno peraltro mi ha posto) “Come hai conosciuto questa canzone?”.

In anno lontano non meglio identificato, ma comunque del decennio Zero, mi ero procurato un paio di dischi in mp3 di questo gruppo che mi veniva segnalato da last.fm, The Von Bondies appunto. Mi erano sconosciuti, nessuno me ne aveva mai parlato, né avevo letto di loro qualche parte. Le due cartelle rimasero nel dimenticatoio per anni.

Succede che poi lo scorso inverno, in pieno periodo Black Rebel Motorcycle Club (sono sempre in periodo B.R.M.C., ma in certi momenti ci vado davvero pesante) scopro la loro presenza nella colonna sonora di “9 songs”, film mai sentito prima. Come spiega il titolo in maniera chiara, il film si sviluppa intorno a nove canzoni che si fanno struttura portante della trama. La prima è “Whatever happened to my rock ‘n’ roll (punk song)” dei B.R.M.C., appunto. La seconda era, guarda caso, “C’mon c’mon” dei Von Bondies. Scoperta e amata subito, inserita nella playlist per correre, usata come sveglia. Il resto della produzione della band non ne è esattamente all’altezza, ma ho avuto l’occasione per levare la polvere da quegli mp3 immacolati.

“9 songs” di Michael Winterbottom è, invece, un film a sè. Dura poco di un’ora, e racconta di due ragazzi che si incontrano e finiscono a letto, poi la loro relazione si intensifica, e intanto scopano, e poi arrivano i problemi, e intanto scopano, e poi non spoilero, ma comunque vanno avanti a scopare. Il tutto mentre passano da un concerto all’altro. Qualcuno lo ha definito il film non-porno a più alto contenuto pornografico, con scene di sesso esplicito (in varie forme che non sarò di certo io ad insegnare) e -ci tengono a sottolineare- non simulato.

Oltre ai Von Bondies e ai già citati Black Rebel Motorcycle Club, che oltre alla canzone di apertura firmano anche il brano finale vale a dire “Love burns”, troviamo tra gli altri gli Elbow con “Fallen angel”, i Primal Scream con “Movin’ on up”, The Dandy Warhols e “You were the last high” e “Jacqueline” dei Franz Ferdinand. Una soundtrack di tutto rispetto, e ci mancherebbe altro visto il plot, per un film sicuramente particolare (anche in questo caso, avvisoria parentale: il film contiene materiale altamente esplicito, se non lo si fosse capito dal numero di volte che ho ripetuto la parola scopare).