le mani occupate, una valigia di ciondoli, un foglio di via

Da oggi, una nuova tastiera si aggiunge alla schiera di quelle che popolano i discutibili: quella di vitadawafer. Per non anticipare le parole di vdw ma al tempo stesso per non privarlo di una presentazione degna del nostro discutibile stile, riassumiamo per sommi(ssimi) capi il senso della sua partecipazione.

Banca –> Direttore –> Direttore banca bello? Piace vita–> No bello, no piace –> Che fare? –> Lavoro… puffete! Scappo dalla città – La vita, l’amore, le vacche (cit.) –> Vita da wafer, a.k.a. un viaggio attraverso la penisola, da Sud a Nord, immerso nella prospettiva di un cambio di vita –> Racconto tricchettracche su I discutibili.

Chiaro, no? Buona lettura a voi e benvenuto tra i discutibili, vdw.

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Ho sempre avuto la sensazione di dover avere una borsa pronta per partire. Ora ne conosco il motivo.zaino-in-spalla-t10777

Ho trentanove anni, abito a Busto Arsizio, una città tra Varese e Milano, e per venti anni della mia vita ho sempre fatto un lavoro di ufficio. Perlomeno, fino al 31 dicembre.
Lavoravo in banca ed ora sono in partenza per la Sicilia dove lavorerò in una piccola azienda agricola tra Catania e Siracusa, come wwoofer: di fatto, presterò la mia manodopera in cambio di ospitalità in un’azienda agricola biologica. In questo semplice scambio c’è tutto il mio sogno.

In Sicilia penso di fermarmi un mese, o forse di più, per poi risalire la penisola con il passare delle stagioni e vivere in altre aziende, comunità o eco-villaggi e sperimentare nuovi lavori, nuovi incontri, nuovi rapporti. Prima però un passo indietro, perché se oggi parto è perché due anni fa, dopo una settimana sul Cammino di Santiago, ho cominciato a sentire il desiderio di sperimentare una vita “altra”. Ritorno alla natura, alla manualità, ad un contatto tra lo spirito e il corpo, alla semplicità: pochi mesi fa, nuovamente al ritorno dal Cammino di Santiago, ne ho sentito il bisogno. Ero pronto.
Potrebbe sembrare che la decisione di partire sia stata semplice e naturale: ecco, non è stato così. Questi due anni sono stati molto difficili e i giorni sul “Cammino” momenti importanti di riflessione, ma il pensiero di un cambiamento era sempre accantonato dall’idea di Sicurezza, S naturalmente maiuscola. La paura di perderla, il mio peggior nemico. Poi, la difficoltà nel mandare avanti una vita che non sentivo più mia: le paure e le incoerenze sono diventate frustrazione e così non ho avuto più niente da perdere. Ero libero.

Ora eccomi qua, a cercare di raccontare (e forse raccontarmi) perché sia nato il bisogno di questo viaggio che mi farà muovere lungo l’Italia, a vivere in realtà completamente diverse da quelle dove sono cresciuto, a sperimentare una vita completamente diversa da quella vissuta fino ad oggi. Conosco la prima tappa di questo viaggio ma non le altre, sarà la vita di ogni giorno che mi dirà dove andare: così credo, così voglio. Non so cosa mi porteranno questi mesi che mi aspettano, lo scoprirò nei passi che farò e nei volti che incontrerò.
Il mio viaggio è iniziato, sono sulla soglia di casa, con una borsa pronta in mano.

“Andai nei boschi perché desideravo vivere deliberatamente, affrontare solo i fatti essenziali della vita, e vedere se non potessi imparare cosa avesse da insegnare, senza scoprire, giunto alla morte, di non aver vissuto”
(H.D.Thoreau)