Adeus Eusebio

Quando studiavo ancora all’Università,  il mio compagno di stanza aveva una play station. E con la play station arriva immancabilmente PES: pro evolution soccer.
Ora, spero di non dover rendere troppo l’idea che per gli studenti PES è un’istituzione ancor più che l’Università stessa: i tornei notturni interminabili, le birre e sigarette consumate fra una partita e l’altra, gli studi serrati sulla formazione da schierare, i goliardici insulti reciproci in caso di sconfitta….

Bene, io e T. (il mio compagno di stanza) avevamo sviluppato una strana mania per le partite giocate con le “vecchie glorie” del calcio che si sloccavano man mano nel gioco. Ciascuno di noi aveva messo in piedi la propria squadra di questi grandi giocatori: io avevo una predilezione per i centrocampisti storici: Neeskens, Socrates… lui, al contrario, puntava su grandi attaccanti: Di Stefano su tutti.

Uno di questi era Eusébio.
Durante una partita il buon T. schiera davanti l’improbabile e temibile duo Di Stefano- Eusebio. Sull’ 1 a 1 si ritrova con Eusebio leggermente sulla sinistra della mia area: passaggio filtrante corto che gli serve la palla in diagonale, tiro di Eusebio e Yashin che salta come un ragno salvando la mia porta.
T. salta sulla sedia, si incazza come una furia ed impreca contro l’attaccante che ha sbagliato il gol (giocando a pes, infatti, si realizza questa strana dissociazione fra il giocatore che controlla i calciatori e quest’ultimi…).
Maledetto Eusebio, non segna mai nulla!!!” urla.

Non l’avesse mai detto: parte la sessione di calciomercato….
Dovetti cedergli o rei Pele per realizzare lo scambio, ma nel valeva la pena.
Non potevo sentire offendere cosi la perla nera del Mozambico senza reagire. A quanto pare avevo già una chiara coscienza politica…
Ad ogni modo, fu l’inizio di un connubio calcistico letale, a discapito del povero T.

Nato nella colonia portoghese del Mozambico, Eusebio si è affermato come uno dei campioni più forti in assoluto nella storia del calcio. Prima degli anni 2000, era indiscutibilmente nella top-ten dei migliori giocatoi del secolo. Come scrive Eduardo Galeano: “Fu un africano del Mozambico il miglior giocatore di tutta la storia del Portogallo: Eusebio, gambe lunghe, braccia cadenti, sguardo triste”.
Nei suoi quindi anni al Benfica segnò 291 gol in 313 partite di campionato, con un’incredibile media di 0,93.
In your face, CR7!
Se la burocrazia non ci avesse messo lo zampino, probabilmente sarebbe finito a giocare in Brasile e chissà…

Invece andò nella madrepatria, in Portogallo, al Benfica allenato da Bela Guttmann, ove divenne un idolo senza tempo vincendo la finale della Coppa dei Campioni del 1962 contro il Real Madrid di Di Stefano e Puskas: sotto 3 a 2 alla fine del primo tempo, Eusebio segnò una doppietta nella ripresa, conducendo a soli ventanni la squadra alla vittoria della sua seconda Coppa dei Campioni.

Nel 1966 condusse il Portogallo allo storico terzo posto nella coppa del mondo, battendo la nazionale dell’Unione Sovietica. Tuttoggi il miglior risultato di sempre per il Portogallo.

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Strani paradossi di pes… in porta per l’URSS in quel lontanto 1966 c’era proprio il ragno nero Lev Yashin.

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