uomini che leggono le donne

Molti anni fa un amico che faceva teatro mi consigliò di leggere Karen Blixen, l’autrice de “La mia Africa” e de “Il Pranzo di Babette”, per intenderci, e gliene sono grata ancora adesso. Anni dopo mi sono trovata a condividere con un altro, molto diverso dal primo, l’entusiasmo per “La Storia” di Elsa Morante. Sono passati altri anni ancora e durante una vacanza in montagna un amico giornalista mi disse di aver letto “L’Orrore Economico” di Viviane Forrester e di non averlo trovato un granché. Io, il libro, non l’avevo ancora letto ed evitai di farlo. Infine, di recente, dopo il post su Doris Lessing ho scoperto che due uomini che conosco avevano letto “Il Taccuino D’Oro”.

È tutto.

In tanti anni di scambi su libri letti e da leggere, questi sono gli unici uomini che ho incontrato che avessero letto un libro scritto da una donna. Pare proprio che  gli uomini non leggano le donne, e per favore nessuno pensi «Ma io ho letto “Memorie di Adriano!”», non vale: racconta la storia di un imperatore. Gli uomini leggono libri scritti da altri uomini, le donne invece non fanno differenze di genere.
Possiamo dire che nel campo della lettura gli uomini fanno scelte omosessuali, le donne sono bisex.

Uomini e donne scrivono indifferentemente romanzi, saggi storici o politici, poesie, racconti e scrivono per sé e per tutti, non per un pubblico diviso per genere sessuale. Penso che riflettere sul fatto che le donne vengano lette solo dalle donne ci dica qualcosa di fondamentale su come gli stereotipi si annidino in profondità nella nostra cultura: ancora oggi il plurale maschile “gli uomini” rappresenta l’universale, “l’Umanità” , le donne rappresentano solo sé stesse. Leggere un libro scritto da un uomo è, quindi, “leggere un libro”, leggere un libro scritto da una donna è: “leggere un libro scritto da una donna” . Un punto di vista parziale che non può parlare per tutti e a tutti.

Mi è sempre piaciuto leggere i consigli di lettura pubblicati dalle riviste a Natale, del tipo “libri sotto l’albero”, così come in Estate “libri sotto l’ombrellone”: trovo esilarante l’idea che per leggere bisogna stare “sotto” qualcosa.
Immagino che in questo periodo molti (e molte) si apprestino a regalare libri. Sarebbe interessante guardarsi intorno e condurre una propria personalissima e limitata ricerca: che libri si regalano gli uomini tra di loro? E che libri gli uomini regalano alle donne?

Anche io voglio regalarvi un libro e ve lo regalo perché mi è caro, lo possiedo da anni e non ho mai smesso di prestarlo e spesso, prima di tornare nella mia biblioteca, è stato prestato a qualcun altro da chi l’aveva a sua volta preso in prestito. E’ un romanzo del 1993 della scrittrice americana Joyce Carol Oates, uno scricciolo di donna tutta occhi che quando scrive è un gigante. Ve lo regalo anche perché scompagina qualche stereotipo di genere: racconta di un gruppo di adolescenti della provincia americana degli anni ’50 che si legano con un patto di sangue e formano una gang, chiamata Foxfire, decisa a opporsi ai soprusi e alla violenza della chiusa società di quegli anni. Solo che la gang è formata da ragazze. Può essere un esercizio salutare e spiazzante per un uomo identificarsi nella rabbia e nel coraggio di un gruppo di ragazze e, come sempre succede quando si ama un personaggio, “voler essere come lei”. Secondo me è un regalo perfetto per ragazzi giovani: si sa che le buone abitudini bisogna cominciare a coltivarle presto.

Fino a qualche anno fa questo libro era esaurito, non si trovava più e dunque possedevo una rarità. Ora è stato ristampato con il brutto titolo “Ragazze Cattive”, forse considerato più moderno ed evocativo.
Per me, è e resterà sempre “Foxfire”.

foxfire