Tostapane – Intesomale – Il suicidio

Allora mia moglie mi scrive che sta rientrando, che non ha molta fame e che per cena le basterebbe un toast. Io penso che il toast glielo metterei nel culo, a quella stronza. Penso che la faccio finita, ne ho pieni i coglioni di tutto quanto, ora mi butto nella vasca da bagno col rasoio elettrico in mano e tanti saluti. Uhm. Però il toast lo dovrei preparare lo stesso? Forse sì. Sai come si sente in colpa, la stronza a trovare il suo toast bello e pronto e me morto nella vasca. Prendo due fette di pane, la sottiletta, il prosciutto cotto, le levo per bene la parte grassa e ci metto pure due funghetti tagliati sottili sottili come piacciono a lei. Poi infilo tutto nel tostapane. Decido che per farla sentire davvero in colpa dovrei farle anche la lavatrice. Rovescio il cesto della sua biancheria sporca nella pancia della Ignis e avvio il programma B. Ah, si sentirà in colpa per secoli: stappo anche una bottiglia di birra da farle trovare sul tavolo.

Forse dovrei scrivere un bigliettino. No, meglio di no. Si tormenterà ancora di più. Accendo lo stereo, ci infilo il CD con la nostra canzone e lo faccio partire. Poi controllo l’acqua nella vasca. Direi che ce n’è abbastanza. Torno in cucina, lei sarà qui a minuti. Attacco il tostapane, poi torno in bagno, entro nella vasca col rasoio in mano, e mi allungo per infilare la spina nella presa della corrente.

Ci siamo. Premo il pulsante di accensione.

*click*

Buio. Silenzio.

Cazzo, il salvavita.