Trip-hop (Parliamoci Chiaro #3)

C’è chi preferisce semplicemente Londra, chi ama la grigia Manchester e chi guarda la storia di Liverpool. Io sto dalla parte della cupa Bristol, senza esserci mai stato peraltro, e questo per aver dato i natali negli anni Novanta a quel movimento passato alla storia col meraviglioso nome di trip-hop. Il trip-hop è un genere piuttosto unico e difficilmente accostabile ad altro, che coniuga rumori e bassi, incedere hip-hop e visceralità d’n’b, elettronica e anima (quest’ultimo accostamento fa molto terzapagina di Repubblica, lo so). Tre grandi nomi, tre diverse storie che si intrecciano, tre brani rappresentativi che dovrebbero tirar dentro chi li ascolta in un vortice di sensazioni (aridaje con Rep-style).

 

Quello più inquieto del lotto è senza dubbio Tricky, e “Overcome” è una sorta di manifesto del suo mood.

I Massive Attack sono i più famosi, ma solo per alcune sfaccettature della loro opera. Altri passaggi, come questa “Inertia creeps“, meriterebbero di certo maggior risalto.

I miei preferiti restano i Portishead, e il loro sound che penetra nelle ossa senza fartene rendere conto, non a caso gettonatissimo in diversi spot pubblicitari un po’ ricercati. “Only you” mette in risalto la voce meravigliosa di Beth Gibbons senza ricorrere a distorsioni. Roba da innamorarsi di una voce senza saper nulla del resto.