Viene prima l’uomo o l’artista?

guernica

In seguito a un’interessante discussione avuta con un altro utente qui su I Discutibili in merito ad un mio post su Mystic River, sono tornato a rimuginare su una questione su cui mi interrogo ormai da tempo. Nel caso specifico, la discussione era nata in merito al fatto che il buon Clint Eastwood è, notoriamente, un uomo di destra, a favore delle armi, insomma uno che ha votato gente della risma di Bush e McCain. Eppure in alcuni dei suoi (tanti) capolavori (vedi Million Dollar Baby o Grand Torino)  vi sono messaggi di pacifismo, di non-violenza, storie sull’eutanasia, insomma elementi che tutto sembrano tranne che il frutto della mente di un bigotto fascista americano.

A questo punto viene quindi spontaneo domandarsi:  viene prima l’uomo, o la sua opera? Un artista va valutato in base al valore dei suoi lavori (siano essi dei quadri, dei libri o dei film),  o bisogna considerare che questi sono sempre e comunque il frutto delle idee (o degli ideali) di un essere vivente?  E, di conseguenza: un’opera ha valore in quanto tale, o va considerata sempre nel contesto delle idee del suo autore?

Io francamente non ho una risposta definitiva. Credo che per ogni artista, per ogni opera, si possano fare di volta in volta considerazioni diverse. Nel caso di Eastwood mi sento di dire che Million Dollar Baby e Grand Torino sono dei capolavori in quanto tali, per come sono realizzati tecnicamente, e per il messaggio e le riflessioni che provocano. Poi, che Eastwood sia un bigotto, un uomo di destra, per me conta poco, perché il vero Eastwood io lo vedo nei suoi film, non nelle convention del partito repubblicano o del Tea Party a cui è sempre presente, e in cui spara cazzate grosse come case.

Azzardano, un discorso analogo forse lo si potrebbe fare anche per Guernica di Picasso: si tratta di un’opera grandiosa che è anche una forte denuncia degli orrori della guerra e del fascismo. E’ vero che Picasso non ha mai lottato per la libertà, non hai mai combattuto il fascismo nel suo Paese, e solo nell’ultimo periodo della vita si è iscritto al partito comunista: eppure questo suo capolavoro ha lasciato un messaggio più forte e potente di quanto le sua vita vissuta avrebbe mai potuto fare.