3 Libri che consiglio, 3 che sconsiglio

Schermata 2013-10-29 a 09.22.38I belli (scusate, ma di italiani non ce la faccio a metterne, ho sfogliato tre dei nomi dello Strega, precisamente Cognetti, Di Paolo e Siti, e proprio non ce la faccio):

1 – Jennifer Egan, Il tempo è un bastardo

Nonostante le critiche poco chiare (“non è un bel libro! No, no, no”) mosse da un mio amico libraio, tanto intelligente ma snob come un porcospino incazzato con Schopenhauer, io trovo che il libro abbia tre cose che spesso mancano nella letteratura contemporanea: (a) personaggi originali, (b) una trama con architetture complesse, (c) dell’autentica ricerca di innovazione. Gli do 9 su 10 (e 10 lo riservo a Cent’anni di Solitudine e a un altro paio di capolavori, quindi ci siamo capiti).

2 – James Ellroy, i tre libri della trilogia americana (American Tabloid, Sei pezzi da mille e Il sangue è randagio)

Un enorme lavoro di ricerca, una trama incastrata nei fatti della storia e il suo solito linguaggio spettacolare. Il primo e il terzo sono meglio del secondo, nel complesso 8 su 10. Anche 8 e mezzo. La parte su Marilyn Monroe è da Nobel.

3 – Jonathan Coe, La Casa del Sonno

Romanzo di personaggi e luoghi con una trama che si impenna nella seconda parte, e atmosfere inquietanti anche se fatte di realtà, a volte di realtà rarefatta, persino negata. Bellissimo, bello da rischiare di rinunciare per un po’ a se stessi e tentare un’identificazione profonda con un disagio universale che poi ti rapisce e si fa individuale… Bello, anche questo 8 su 10.

I brutti:

1 – Murakami Haruki, After Dark

Di solito di Murakami consola il peso. Non c’è trama, solo un vago realismo onirico e una serie di stilemi che si ripetono identici da un romanzo all’altro, ma almeno sono dalle 400 alle 600 pagine e va bene per le metropolitane, i treni e i pomeriggi di chi non ha voglia di pensare alla semplicità del reale e vorrebbe qualche gnomo sinistro ma poco impegnativo. After Dark non è nemmeno lungo: buttate via una sommetta di tutto rispetto per leggere un centinaio di pagine dove due sono svegli, una dorme, c’è un televisore magico e non succede assolutamente nulla. 2 su 10, non 1 solo perché pago tributo al poco jazz.

2 – Margaret Mazzantini, Nessuno si salva da solo

Come montare un Lego seguendo le istruzioni. Ogni luogo comune dei problemi di coppia, dello sfasciarsi della famiglia, della morte della comunicazione… e alla fine qualcosa di così brutto che non si capisce bene se sia edificante… il libro Cuore di una separazione. Fatto bene, eh, intendiamoci, non è Paolo Giordano, è comunque il lavoro di una scrittrice vera. Fatto bene ma nulla di più, e nulla che valga i soldi del prezzo stampato in copertina. 5 su 10.

3 – Andrea Pinketts, Ho fatto giardino

Beh, a un certo punto si dice: è un grande scrittore, ma doveva fermarsi prima di questo libro. Ecco. Senza nulla togliere al resto della produzione del giallista, e al suo fascino sfondato munito di toscano, a me questo libro non è piaciuto, sembra un po’ uno spin-off di una saga finita. Ma potrebbe essere una mia impressione… 5 e mezzo su 10, non ha difetti palesi, ma non ha nemmeno spunti nuovi.