Post di scuse

In una risposta scritta troppo frettolosamente a un commento ho definito “passabile” la traduzione online di una bella poesia di Mark Strand che si chiama The Untelling, fatta da Alessandro Pancirolli. Non so perché ho scritto quella parola, non me ne sono nemmeno accorto, forse pensavo al fatto che la poesia è sempre meglio letta in lingua originale, e il “passabile” era riferito al fatto stesso di leggere in traduzione, e non alla traduzione in sé. Un lapsus di concetto sgradevole, di cui mi devo necessariamente scusare, perché personalmente ritengo la traduzione in questione estremamente ben fatta – si va a gusto personale, sia inteso – e non volevo dare un’impressione diversa a chi ha letto il mio post, soprattutto qui, dove c’è un discreto numero di subscriber che si ritrovano nella casella di posta notifica dei miei sproloqui.

Credo che sia più che giusto, e anche doverosamente onesto, scusarsi quando si commette un errore, sia esso di giudizio o di espressione: il blog di Pancirolli è molto bello, e la sua opera di traduzione è secondo me degna della massima ammirazione.

My bad.