Batman

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Ieri notte sono rientrato verso le quattro. Avevo una ferita al fianco, superificiale, ma ero nervoso, non ho chiamato la dottoressa, mi sono ricucito da solo. Era tanto che non mi capitava di farlo. Dick per fortuna è partito, e Tim è in giro a raccogliere informazioni su… non so più su cosa. Me ne sono reso conto mentre con le forbicine tagliavo il filo da sutura: mi sono accorto di non ricordare bene dove fosse Tim. Poi mi sono succhiato il dito, su cui era rimasta qualche goccia di sangue. Ne ho sentito il sapore, e ho iniziato a pensare.

Sono stanco, lo sai? Ma non si tratta del lavoro di tutte le notti, e nemmeno di una crisi d’identità. Si tratta di una stanchezza positiva, non negativa.

Scusa, divagavo. Allora. Quando mi sono accorto di non sapere dove fosse Tim, sono andato a vedere se Barbie fosse al lavoro, so che dorme poco, da quando l’hai messa sulla sedia a rotelle. Ho visto la luce nella sala dell’Oracolo e allora ho bussato, e ho aperto la porta senza aspettare che rispondesse. Sono entrato, e lei era mezza nuda, di fronte a una webcam. Si è girata con gli occhi spaventati, o almeno sulle prime ho pensato lo fossero. Poi ho visto la canna che fumava nel piattino del tè. Mi ha detto: Bruce. Io non ho detto nulla. Mi sono domandato se avrebbe sentito qualche cosa, paralizzata com’è. Poi ho smesso di domandarmelo, e l’ho stesa sulla scrivania. Lo sai quanto tempo era passato dall’ultima volta? Ma no, non c’è stata un’ultima volta, perché questa è stata la prima. Sono entrato nella porta in cui ciascuno pensa solo a se stesso, se capisci cosa intendo… ma certo che capisci, chi meglio di te?

Alla fine lei mi ha chiesto di restare, di dormirle accanto. Non avevo ancora detto una parola, e non ho trovato alcun motivo per farlo a quel punto. Mi sono rivestito e sono uscito, non l’ho neppure aiutata a tornare sulla sedia a rotelle. Mi sono portato dietro la sua erba, però. Metà di me pensava di buttarla. Ha vinto l’altra metà.

Sono andato a cercare Cassandra. L’ho trovata che spiava gli uomini di Oswald. Sul tetto di un supermercato. Lei non voleva. Ma lei è muta, non poteva urlare.

Sai, amico mio? Non è esatto dire che io sia stanco. La verità è che non sono mai stato meglio. Questa mattina ho preso il costume, l’ho messo in una scatola, e l’ho spedito a Dick a Blüdhaven. Poi ho preso questa. È una 45, come quelle che usa Frank a New York. Oh, non fraintendermi, non ho deciso di adottare i suoi metodi, continuo a pensare che ammazzare non sia un atto di giustizia, ma di egoismo. Non ho deciso di diventare una specie di Punisher, purtroppo non sono abbastanza stupido per farlo. Però ho capito che non esiste la possibilità di vivere e di essere un giustiziere allo stesso tempo. Ho quarantacinque anni, amico mio, e non ho vissuto un solo giorno. Non ricordo più l’ultima volta che ho sorriso… beh, ora sì, ho sorriso mentre venivo in bocca alla Batgirl muta, ma quella è stata la prima volta da tanto, tantissimo tempo.

Ecco. La mia 45 l’hai vista. Ora ti presento il mio rasoio… lo sai, alle volte ci sono successioni e scambi di identità, fra noi dissociati giustizieri del cazzo. Ho passato il mio costume a Dick, in un paio di occasioni, e persino a Jean-Paul… Dick lo ha passato a Tim, Barbie lo ha passato a Cassie… ecco, questa notte una cosa del genere sta per capitare a te. Prima di tutto faccio così…

…scusa se parlo male, non ci sono abituato… dicevo, prima di tutto prendo il rasoio e mi disegno pure io un bel sorrisone come il tuo. Poi dovresti gentilmente passarmi i tuoi trucchi. No, non ti slego, indicami dove sono con la testa. Ottimo… ah, ecco di nuovo il sapore del mio sangue. Inebriante. Credo di capire perché sorridi sempre. Questo è il bianco per la faccia vero? Grazie… i capelli li tingi o sono una parrucca? Li tingi? Perfetto, lo farò anch’io.

Beh, come mi trovi? Ora devo salutarti, e andare a suturarmi le guance, ché comincia a fare davvero un po’ male. Ti offendi se ti sparo? Non vorrei avere concorrenza, sai? Perché da questa notte il destino di Gotham è affare di qualcun altro. Io voglio solo abbaiare al rumore del mondo, e vivere, vivere tutto, vivere tutti.

*bang*

Da questa notte, il Joker sono io.