Kaies

Questa mattina, prima di nuotare nel mare di Genova, leggo sul giornale che Kaies Bohli lo hanno ucciso.

Ditemi che sono retorico. Ditemi che non ero lì ed è facile. Ma poi ditemi anche: come si muore quando si muore soffocati dalle mani in manica blu della violenza dello stato?

Un’autopsia che, come tutte le autopsie, dice freddo al freddo, e lo dice tardi. Lo avete ucciso. Voi, carabinieri, sbirri, bestie. Voi. Tu, stato, lo hai soffocato, e ora lo chiami pusher, e non puoi, non puoi più chiamarlo così, perché lo hai ammazzato.

Tu, stato, che sei noi tutti, che sei me. Che sei me.

Questa mattina, prima di nuotare nel mare di Genova, leggo sul giornale di aver ucciso Kaies Bohli.