Il processo – Intesomale

Boia: Buongiorno Intesomale. Io sono il boia. Mi sorprende vederti qui. A quanto mi risulta, hai rinunciato al processo.

Intesomale: Sì.

B: Perché hai rinunciato al processo?

I: Ho rinunciato al processo perché il processo è un luogo in cui la mia lingua e le mie orecchie si allungano e diventano cosa di tutti. In cui un uomo vestito da uomo e con voce da uomo più grande di me potrà dirmi che devo imitare uno struzzo e mettere la testa sottoterra e io sarò costretto a farlo. Perché lui è sarà il giudice, l’Uomo, l’umanità unita a formulare sentenze. E io sarò solo un uomo, passato di lì con qualcosa di troppo o qualcosa di meno.

B: Ma tu in quest’umanità unita sei nato e cresciuto. Lei ti ha allattato. Lei ti ha reso quello che sei. È stata lei a darti il tuo nome. Ne fai parte tu, come ne fa parte il seme di tuo padre, l’uovo da cui tua madre ti ha schiuso al mondo.

I: Lo so. Ma non sono costretto a riconoscermi in un destino che mi hanno assegnato da prima che esistessi.

B: Intesomale, te lo chiedo di nuovo. Perché hai rinunciato al processo?

I: Perché Socrate è un vigliacco. Il mio amico Giocoliere mi ha insegnato che un grand’uomo, una volta, morendo ha detto che le ultime parole sono per gli stupidi che non hanno detto abbastanza in vita. Io non sentivo alcun bisogno di difendere quello che sono stato, nemmeno di proclamare la giustizia o l’innocenza dell’atto per cui ora mi punite.

B: Ma non pensi che il tuo messaggio così rotolerà con la tua testa nel silenzio del patibolo.

I: Se la mia azione fosse stata compiuta per portare un messaggio, se la mia bomba fosse esplosa per raccontare una verità che io impongo, allora io avrei sacrificato pezzi di tempo e pezzi di persone a una causa maggiore, e questo è contrario al mio solo principio: di non trattar gli altri come strumenti, mai e per nessun motivo.

B. Questo è un principio vecchio, Intesomale. E sai bene di esservi venuto meno più spesso di quanto tu non lo abbia rispettato. Vuoi che ti parli degli amici, delle donne, di tua madre? Dei tuoi colleghi? Vuoi che ti parli delle azioni che hai compiuto?

I: No.

B: No, certo che no. Tu non vuoi che ne parli. Non vuoi vedere cosa sei stato per davvero. Preferisci sparire con un grande rumore, e lasciare che l’imprecisione della Storia sfumi i bordi del tuo profilo peggiore. Dico bene?

I: …

B: Te lo chiedo per l’ultima volta, Intesomale, e poi, se vorrai, potrai accomodarti sulla forca.

I: …

B: Intesomale, perché hai rinunciato al processo?

I: Perché sono un vigliacco.